Quotidiano sportivo a cura di Alberto Mangano e Giovanni Vigilante
Amarcord In primo piano

L’ultimo precedente con il Lecce

UN FOGGIA FUORI… LECCE

19 marzo 2017. È la partita che vale una stagione nonostante i proclami diplomatici dei due allenatori nelle dichiarazioni rilasciate nella settimana preparatoria. Un derby dai molteplici intrecci che avrebbero fatto gola ai migliori autori di libri gialli. Foggia-Lecce significa molto di più della fuga o del sorpasso in classifica (a seconda che vincano i padroni di casa o gli ospiti), è la gara che sancisce la supremazia regionale, della vendetta dei play off della stagione precedente, dello scontro fra due uomini che al Foggia hanno dato veramente tanto nonché della rivalsa di Pasquale Padalino, foggiano in terra “straniera” , e che in quanto tale non è stato mai totalmente accettato dalla tifoseria e dalla stampa salentina nonostante il miracolo dei 61 punti in 29 gare. Anche le tifoserie sono in fermento, a Lecce c’è chi esorta la squadra tappezzando la città di manifesti che incitano ad espugnare Foggia. Sui social si susseguono gli sfottò come l’allegra canzoncina di alcuni supporter giallorossi che inneggiano ad un fantomatico Superpecoratore pronto a deflorare la pecora foggiana. Sane manifestazioni di tifo che però non ledono il clima da tutto esaurito dello Zaccheria con oltre 17 mila spettatori sugli spalti. Due squadroni a confronto degni di altri scenari anche se, a dirla tutta, l’organico dei giallorossi non è paragonabile a quello dei satanelli per qualità e quantità . Infatti in campo, causa le condizioni non proprio ottimali di Mancosu e Marconi che cominciano dalla panca, i lupi si presentano con un centrocampo molto giovane con Fiordilino e Tsonev ad affiancare l’esperto Costa Ferreira. Di contro la mediana del Foggia che riacquista Vacca dopo la squalifica e che completa il trio con Deli ed il confermatissimo Agazzi. In attacco al tridente giallorosso formato da Pacilli, Caturano e Doumbia risponde quello di casa con Chiricò preferito nuovamente a Sarno, sempre in precarie condizioni, Mazzeo e Di Piazza.

Il fischio di inizio è previsto ad un orario insolito le 14,45, con 15 minuti di ritardo rispetto a quello prefissato a causa dello sciopero dell’Associazione Italiana Calciatori per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli episodi di violenza avvenuti ai danni dei tesserati di Catanzaro ed Ancona.  “Fovea Imperat” è la scritta che trionfa sulla Curva Sud intitolata al compianto Piero La Salandra. Tutto è pronto per la sfida che il buon Antonio Di Donna nell’incipit, ormai storico, della sua telecronaca definisce come quella “della consapevolezza che una delle due l’anno prossimo gioca in Serie B”. L’arbitro della tenzone, il Signor Giua di Olbia, uno dei predestinati al salto di categoria, sembra avere in pugno la situazione sin dall’inizio e non lesina l’utilizzo del proprio fischietto. Al 2’ sancisce una punizione dal limite che Coletti manda di pochissimo fuori alla destra dell’estremo difensore leccese.

Nonostante l’altissima posta in palio non dovrebbe concedere spazio agli errori, le due compagini si contendono il risultato a viso aperto dando vita ad incontro vivo ed a tratti spettacolare. Il Foggia domina con il possesso palla, di contro il Lecce risponde con la giusta aggressività e con ripartenze ficcanti come quella che porta Pacilli ad impensierire Guarna. Al 29’ l’apoteosi: Mazzeo scambia con Deli al limite dell’area, il centrocampista restituisce la sfera con un efficientissimo assist filtrante, Mazzeo chiude il triangolo chiama il portiere Perucchini in uscita, lo salta con un dribbling e deposita in rete. È l’1-0, lo Zaccheria esplode. Ci si aspetta la reazione degli ospiti ma 4 minuti dopo Coletti da 35 metri lascia partire un bolide che si infila nel sette alla sinistra del portiere giallorosso che nulla può fare: sicuramente il più bel gol del campionato al pari della conclusione di Rubin contro il Monopoli. Sugli spalti la folla impazzisce, il divario aumenta e la vittoria sembra essere sempre più a portata di mano. I foggiani come contro il Matera ricavano energia dall’entusiasmo e tranne una piccola pausa che consente agli avversari di tirare verso la porta senza esito, continuano a macinare occasioni da gol come quella che porta Di Piazza sul finire del tempo vicinissimo alla terza rete.

Nella ripresa Padalino corre ai ripari inserendo a sorpresa il “core di Lecce” Lepore al posto di un Pacilli che fino a quel momento era stato il migliore dei suoi.  Il cambio non sortisce effetti anzi è il Foggia che va di nuovo in rete. Con i salentini spinti in avanti gli spazi per i contropiedi aumentano, ed al 52’ Deli ne approfitta, raccoglie un passaggio filtrante dalla propria metà campo e si invola indisturbato verso la porta del povero Perucchini che soccombe per la terza volta in meno di un’ora di gioco. Al 64’ è ancora Foggia ma la punizione di Mazzeo si infrange sulla traversa. Il Lecce accenna ad una timida reazione ma Stroppa si blinda con gli innesti di Gerbo ed Agnelli al posto di Deli e Chiricò. Al 71’ si rivede anche Sarno subentrato a Di Piazza. Finisce 3-0 fra il tripudio del pubblico che può finalmente cantare: “La capolista se ne va”.

Tabellino: FOGGIA: Guarna; Loiacono, Martinelli, Coletti, Rubin; Agazzi, Vacca, Deli (11’st Gerbo); Chiricò (32’st Agnelli), Mazzeo, Di Piazza (26’st Sarno). All. Stroppa. LECCE Perucchini; Ciancio, Giosa, Cosenza, Agostinone; Ferreira, Fiordilino (24’st Marconi), Tsonev (24’st Arrigoni); Pacilli (1’st Lepore), Caturano, Doumbia.  All. Padalino. RETI: 29’Mazzeo (F), 33’Coletti (F), 52’Deli (F)

da: “Stroppa, dalla diffidenza alla differenza” di A. Mangano e G.Vigilante – ed. Mitico Channel

Redazione Solofoggia.it

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