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Un campione del mondo a Foggia?

Stando alle indiscrezioni, Massimo Oddo è la prima scelta del d.s. Nember per la sostituzione di Stroppa sulla panchina rossonera. Conosciamolo meglio in questo articolo di Massimo G. Marsico.

Nato 42 anni fa a Pescara in una famiglia di origine siciliana, Massimo Oddo è figlio d’arte. Infatti, suo padre Francesco è stato – proprio come lui – prima calciatore (in serie C e D) e poi allenatore (prevalentemente in serie B, con qualche apparizione in A).
La carriera da calciatore di Massimo (iniziata nella Renato Curi Angolana nel 1992) è stata assai brillante. Il suo ruolo era quello di difensore: terzino destro, ma all’occorrenza poteva fare anche il centrale.
Nel suo palmares spicca il titolo di Campione del Mondo con la Nazionale di Lippi nel 2006, ma non vanno dimenticate la Coppa Italia vinta con la Lazio (squadra di cui è stato anche capitano) e ancor di più lo scudetto, la Champions ed il Mondiale per club conquistati con il Milan.
Tra le maglie indossate, vi sono anche quelle di Verona, Napoli e Lecce (dove ha chiuso la carriera da calciatore nel 2012). Ma ha giocato pure nel Bayern Monaco.
Tra un allenamento e l’altro, Massimo Oddo ha trovato il tempo di studiare (“non serve a fare carriera nel calcio, ma apre la mente” tenne a far sapere): si è, così, laureato anni fa in Scienze giuridiche economiche e manageriali all’Università di Teramo. Voto: 108.
Avrebbe voluto intraprendere la carriera da dirigente sportivo (“di alto livello, alla Marotta o alla Galliani”), ma ha dovuto… ripiegare su quella di allenatore.
Così – quasi all’improvviso – quattro stagioni fa si è ritrovato, alla vigilia dei play off, sulla panchina del Pescara (al posto dell’esonerato Baroni): promosso in Prima Squadra (allenava la Primavera) a lottare per la serie A.
Il Bologna fece svanire, proprio sul più bello, il sogno del Pescara e del suo esordiente allenatore. In ogni caso, la promozione con gli abruzzesi arrivò, tra gli applausi, nel torneo seguente (indimenticabile l’abbraccio a Cosmi in lacrime, inconsolabile dopo la sconfitta del Trapani nella finale dei play off).
Ma in serie A Oddo non ha avuto fortuna: né a Pescara (nella passata stagione), né a Udine (nel campionato appena concluso). In entrambe le circostanze, alla fine è stato esonerato.
L’allenatore propone idee, la credibilità è data dai risultati”, parole messe nero su bianco. E i risultati, ultimamente, non sono arrivati.
A Pescara la sua proposta di calcio (giovani, gol e bel gioco con un 4-3-2-1 dalla manovra ariosa e fluida), tanto apprezzata in cadetteria, era sembrata un tantino ambiziosa in serie A e poco incline alla concretezza che deve caratterizzare una squadra che lotta per la salvezza (sul campo, la squadra biancazzurra non ottenne neppure una vittoria).
Ma a Udine Oddo (chiamato, a stagione in corso, a sostituire Del Neri) aveva sorpreso tutti, rivedendo le proprie convinzioni calcistiche, abbandonando la difesa a 4 e puntando su un più accorto 3-5-2. All’inizio le cose andavano bene (5 vittorie consecutive), poi, però, sono clamorosamente precipitate. Fin troppo (11 sconfitte di fila). Ed ha dovuto lasciare il posto a Tudor.
Ora, però, Massimo è pronto per ripartire. Anche dalla serie B. Per ritornare, al più presto, in serie A.

Redazione Solofoggia.it

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