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In primo piano Le storie di Rosario

Ciao Davide, domani la storia raccontala tu

di Rosario De Rosa

Oltre alla fredda cronaca dei novanta minuti, al di là delle statistiche e del rito settimanale delle pagelle e delle interviste, il calcio racconta storie, conserva emozioni, descrive persone.
Il calcio è fatto di geometrie, di diagonali, di traiettorie, ma è anche passione, cuore, emozione.
Per questo è il gioco più bello del mondo!
Se metti da parte il cuore, la passione, le emozioni, levi la parte più bella di questo sport, l’essenza del gioco.
L’emozione che ha il bambino nello scendere in campo la prima volta, il sogno di fare gol come il tuo campione, la passione che ti fa giocare sotto la neve, sotto la pioggia…
E sotto la pioggia si è giocato, colonna sonora di un film assolutamente unico, indescrivibile, fantastico! Eppure assolutamente reale e vero: alle 13 è stato fatto gol, dal giocatore numero 31, che sostituisce il numero 13.
Un difensore brasiliano: che poi, storicamente, il Brasile ha un concetto zemaniano di difesa e i suoi rappresentanti non è che abbiano certo brillato nel calcio che conta, ma qualcheduno da quelle parti sogna da ragazzino di essere, chissà, come Baresi, Scirea, Beckenbauer, ma mai di vivere la storia che ha vissuto Vitor Hugo.
Il nome è una garanzia: sembra più quello che si studia a scuola che non il centrale difensivo titolare in Nazionale, eppure questa partita se la ricorderà per tutta la vita, questo straccio di vita che ci ostiniamo a sprecare in futilità, a farci del male, le scarpe gli uni contro gli altri e non ci ricordiamo quanto fragili sono le nostre certezze, inutili tante nostre menate.
Vitor Hugo: un difensore brasiliano classe ’91, dal nome che significa “Il pensatore vittorioso”, “Colui che vince attraverso il pensiero”. Ci avrà pensato tutta la settimana, Vitor Hugo, all’incombenza che avrebbe avuto: giocare al centro della difesa, al posto di Davide, suo capitano, che indossava il 13. Lui, brasiliano, indossa invece il 31.
E lui ha staccato più in alto di tutti, lui ha segnato, salutando il suo capitano che lo guardava dall’alto.
Il gol più bello, segnato non con la testa, ma col cuore!
Quel cuore che si è fermato quella notte, a interrompere i tuoi sogni, le nostre certezze.
Ciao Davide, domani la storia raccontala tu!

Redazione Solofoggia.it

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