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Le rivoluzioni non hanno alibi!

Se non c’è stata una dura contestazione a fine gara, questo è dipeso dal fatto che la nuova società gode ancora giustamente della fiducia della intera piazza ma, ovviamente, qualche colpa è da attribuire al nuovo sodalizio: la prima, che è poi è la madre di tutte le altre, è quella di aver accettato di prendere una società in corsa con una classifica non drammatica ma che lo poteva diventare.
Aver operato una rivoluzione soprattutto tecnica può portare a conseguenze irreversibili soprattutto perchè le rivoluzioni, quelle brevi, non possono avere alibi, devono tentare di cambiare il corso della stagione.
Il mercato ha portato calciatori che la differenza non l’hanno ancora fatta. Se Bevilacqua, ieri nei suoi ultimi 10 minuti, ha fatto un tiro nello specchio della porta, cosa che non è successo a Tommasini in più partite, qualcuno ha sbaglia destra del campo, cosa che avrebbero potuto fare Mlrelli e magari anche Felicioli, ci sarà qualche responsabilità?
Se Giron sulla sinistra non ha ancora fatto la differenza e certe volte si fa superare ingenuamemte come quando, sul suo lato, si fa superare agevolmente dal diretto avversario nella azione che porta alla treversa del Casarano, a chi diamo la colpa?
Non larliamo poi del valzer in panchina. Dall’esonero di Barilari dopo Caserta, forse l’ultima gara disputata in modo accettabile, ai 6 giorni di Cangelosi, alle due sconfitte di Pazienza che al momento ha inciso solo sul cambio del ruolo di capitano .
Le colpe saranno certamente anche a monte, ma la fretta di stravolgere può diventare la causa della disfatta.
Qualcuno ad inizio stagione diceva, con un manipolo di giovani, che a Foggia bisognava abituarsi all’idea di doversi salvare alla penultima giornata. Fu criticato perchè volava basso… ad avercene oggi di gente così!

(Ph. Alessandro Forcelli)

Redazione Solofoggia.it

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