Si continua a sprofondare!
Non era certo Benevento la tappa che avrebbe potuto provare a cambiare le sorti del Foggia ma proprio in terra sannita i rossoneri rischiano di interrompere il lungo digiuno. Nei primi venti minuti, sino al gol giallorosso, si son visti gli oltre 50 punti di differenza in classifica poi, d’incanto i padroni di casa cominciano a giocare quasi con sufficienza. Il Foggia ci crede, prova a fare la partita ma, come al solito, mancano le finalizzazioni, la cattiveria sotto porta, la mancanza di lucidità ed il gol maledettamemte mancato da Bevilacqua probabilmente comprende tutti questi limiti che accompagnano il Foggia in questa stagione.
Ne deriva la decima sconfitta consecutiva, la ventesima in stagione, il peggior attacco, la peggior difesa, l’ultimo posto in classifica a 8 punti dalla penultima (secondo quello che avrebbe detto il campo senza l’intervento della giustizia sportiva).
Sei partite alla fine, diciotto punti in palio ed un’altra sentenza che potrebbe mantenere il paziente terminale ancora in vita.
Eppure qualche squadra che lottava con i rossoneri sino a qualche tempo fa, grazie a interventi saggi e oculati sul mercato, sono riusciti a far virare la barca. A Foggia invece, i nuovi acquisti, quelli che avrebbero dovuto far riscrivere la storia di questo campionato, erano in buona parte seduti in panchina mentre, in quel di Picerno, l’ex Winkelmann con il Trapani segnava il suo secondo gol con la maglia granata.
Alle volte entrare in un gruppo a gamba tesa, cercando di rivoluzionare tutto per attribuirsi meriti a dispetto di un equilibrio sul quale provare a costruire pian piano, può diventare devastante per il risultato sportivo. I numeri rossoneri, da gennaio in poi, questo stanno dicendo, non è una critica ma un dato di fatto. Nessuno dimentica il passato, gli sbagli fatti a luglio, ma purtroppo a gennaio si è peggiorata la situazione, facendosi probabilmente consigliare dall’entusiasmo e dalla fretta di cambiare.
Ed ecco che si tocca il fondo sperando ora in qualche sentenza che possa rimettere in corsa chi meriterebbe, senza se e senza ma, di lasciare i professionisti per la prima volta sul campo.
(Ph. Calcio Foggia 1920 – Federico Antonellis)













