Quotidiano sportivo a cura di Alberto Mangano e Giovanni Vigilante
In primo piano L'opinione Verso la partita

Il sacrificio del gruppo

Crotone Foggia. Minuto 73′ . Risultato 2-1 per i padroni di casa. Esce Iacoponi, entra Beretta. Minuto ’85. Sugli sviluppi di un corner, la palla giunge proprio a Beretta che in acrobazia realizza il gol del Foggia che vale la qualificazione. Il calciatore si accascia e chiede la sostituzione
La partita di Beretta dura esattamente 12 minuti, 12 minuti per scrivere una altra bella pagina della storia del Foggia. In condizioni normali il n.11 rossonero non si sarebbe nemmeno dovuto sedere in panchina ma in questa partita bisognava stringere i denti tutti e anche il proprio 10% poteva essere utile alla causa.
Quello che ha fatto Beretta, rispondendo alla chiamata, è quello che sta facendo tutto il gruppo. Ormai non sappiamo più chi è infortunato, chi è abile e chi chi sta stringendo i denti, è diventato un bollettino di guerra impietoso per il Foggia. Se poi ci aggiungiamo i diffidati, la realtà diventa veramente pesante ( a proposito, non sarebbe giusto, considerando che chi viene dalle prime fasi dei playoff ha giocato più partite, almeno dalle semifinali, azzerare i provvedimenti disciplinari?).
Perche il Foggia l’ha spuntata sul Crotone? Per suoi meriti sicuramente ma anche per il fatto che la squadra calabrese, in una intera stagione, soprattutto quando ha visto il Catanzaro allontanarsi definitivamente e il Pescara ad una distanza di sicurezza, ha dovuto solo giocare in scioltezza mai affrontando una gara da dentro o fuori. La prima sfida importante è giunta proprio ai playoff dopo tra l’altro oltre un mese di inattività agonistica. Il Foggia, viceversa, era già reduce, nonostante i numerosi “cerotti”, dalle imprese con Potenza e Cerignola e quindi carico e con il ritmo partita sicuramente nelle proprie corde.
In queste gare conta molto la determinazione e la “cazzimma” e il Foggia non si è fatto trovare impreparato se è vero che contro tutti e tre gli avversari ha portato a casa il risultato nei minuti finali, proprio quando gli avversari avevano speso tutto ed in campo c’era una sola squadra.
Contro il Pescara sulla carta non c’è storia, lo dice l’organico, lo dice l’ampia possibilità di scelta del tecnico, lo dice la storia di Zeman. La favola finirà proprio adesso? Sarebbe comunque un buon finale ma, attenzione, questo Foggia è imprevedibile, questo Foggia ha calciatori che se hanno 10 minuti nelle gambe chiederanno di mettere il proprio tempo a disposizione del gruppo, insomma, se io fossi un’altra squadra, tutti vorrei incontrare tranne che il Foggia.

(Ph. Alessandro Forcelli)

Alberto Mangano

Giornalista sportivo , opinionista televisivo. Tra le sue collaborazioni quella con Il Mattino di Foggia. Autore del sito www.manganofoggia.it sulla storia, la cultura e le curiosità sulla sua città. Autore inoltre di diversi libri su Foggia e sul Foggia.
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