Quotidiano sportivo a cura di Alberto Mangano e Giovanni Vigilante
In primo piano Nonsolofoggia

Cambiamo i vertici, ma la base dov’è?

Pensare di tornare ad essere quelli di una volta solo dopo un cambio, comunque necessario, ai vertici del calcio italiano è pura utopia.
I tempi sono cambiati e forse non ce ne siamo accorti.
Il calcio una volta era un gioco, altro che vertici.
Negli anni 70/80 i bambini giocavano per strada piazzando le cartelle a mo’ di pali per strada, negli slarghi e dopo calzoni rotti, ginocchia sbucciate e sculacciate delle mamme, qualcuno riusciva a emergere, ad essere notato da improvvisati osservatori che sapevano come segnalare a chi di dovere un ragazzino promettente. Quest’ultimo poi doveva superare la ostilità della famiglia che continuava a pensare che la scuola fosse l’unica strada per aver successo nella vita. E così nascevano i campioni del futuro, quelli che avrebbero portato la Nazionale sul tetto del mondo.
Ai mondiali del 66 in Inghilterra rimase epica l’impresa della Corea che eliminò l’Italia, oggi magari una eliminazione dalla Macedonia del Nord o dalla Bosnia, piuttosto che la sconfitta contro il Costarica nell’ultimo mondiale, quello del 2014 in Brasile, non fanno più notizia.
Ci tocca guardare gli altri che possono vantare nelle squadre nazionali fenomeni di 18 anni mentre da noi a quella età puoi fare forse il titolare in serie D perchè “under” o al limite puoi giocarti il posto in primavera contro qualche bidone proveniente da un paese in capo al mondo. Siamo diventati di colpo e fkrse inconsapevolmente tutti esterofili se è vero, come è vero, che ormai non fa più notizia se in squadre di Eccellenza, quelle che dovrebbero rappresentare una comunità o un paese, giocano più di uno straniero.
E i sogni di quel bambino che giocava sui campi impolverati con le cartelle a terra dove sono finiti? Forse in qualche scuola calcio che, proprio per la sua denominazione, assomiglia più ad un dopo scuola e non certo ad uno spazio per giocare. I bambini cominciano a pensare alla tattica, al gioco di squadra sopprimendo a volte il proprio estro. I genitori non pensano più alla scuola come ultima via per un futuro radioso dei propri figli ma pressano questi giovani allenatori per un posto da titolare o per un provino importante. E questi stessi genitori oggi si lamentano che i loro figli non hanno avuto e non avranno la possibilità di vedere l’Italia ai mondiali? Ma sono sicuri che questi mondiali mancheranno a questi ragazzi? Non è che il calcio li ha stancati ancor prima del previsto? Pensiamo alla differenza del calcio vissuto la domenica alle 14,30 con il calcio-spezzatino che offre le gare praticamente tutti i giorni, pensiamo ai vari divieti di trasferta, pensiamo alle squadre B. Non credete che la magia dei risultati ascoltati alla radio o la visione di un solo tempo di una partita di serie A trasmesso in differita, riuscissero a creare quell’attesa e quella magia necessarie per far diventare uno sport il più popolare tra tutti?
Pensiamo veramente che gli stranieri in Italia siano il principale problema della inadeguatezza della nostra Nazionale? E perchè a fronte di tanti calciatori che arrivano da noi, non ce ne sono altri che lasciano l’Italia per andar fuori? Mancano i fenomeni, quelli che arrivavano al traguardo con le ginocchia scorticate, perchè il calcio non veniva insegnato nelle scuole ma praticato facendo crescere il proprio talento e le proprie capacità nel semplice confronto tra coetanei che giocavano, ripeto “…CHE GIOCAVANO”.
Cambiamo pure i vertici, è necessario, ma cambiamo anche la nostra mentalità nei confronti dei nostri figli, dicendo loro che non hanno perso la possibilità di vedere i mondiali, ma hanno perso la opportunità di appassionarsi ad un gioco da praticare liberamente dove la selezione doveva rimanere naturale senza osservatori, senza procuratori, senza false aspettative.
Per me questa strada, ormai, è definitivamemte persa.

Alberto Mangano

Alberto Mangano

Giornalista sportivo , opinionista televisivo. Tra le sue collaborazioni quella con Il Mattino di Foggia. Autore del sito www.manganofoggia.it sulla storia, la cultura e le curiosità sulla sua città. Autore inoltre di diversi libri su Foggia e sul Foggia.
Seguimi su:

Ultimi articoli