C’è solo tanta tristezza per il punto più basso della storia calcistica del Foggia.
Quando si perde la colpa è di tutti ma a caldo, in questo momento, non è bello dare la colpa più ad uno rispetto a qualcun altro.
Ora bisogna rispettare il silenzio, rispettare il dramma sportivo di chi continuava a crederci sino alla fine, sino a quando solo incastri improponibili mantenevano accese le luci della speranza.
Silenzio, niente proclami, niente promesse, di chiacchiere se ne sono dette tante in questi mesi e purtroppo sappiamo tutti oggi dove siamo.
Al tempo stesso i processi facciamoli a freddo, in modo lucido, all’attribuzione delle colpe, se potrà servire ancora a qualcosa, pensiamoci tra qualche settimana.
Sentiamo solo la necessità di ringraziare una sola persona, mister Barilari, colui che ha immediatamente risposto “presente”. Il suo essere in panchina all’ultima giornata è stato un bel modo per chiedergli scusa dopo esser riusciti a collezionare tutti i possibili record negativi.
In questo momento elaboriamo il lutto sportivo, il dramma di una città che forse non vuol più vivere di pane e pallone, la delusione è ormai tanta, troppa.
Riflettiamo tutti insieme ma in silenzio.
Poi magari torniamo all’entusiasmo per una pronta ripartenza e un efficace ma facciamo in modo che sia un entusiasmo che riesca a partire dalla base e non sempre dal vertice perchè il vertice esiste solo quando c’è una base solida che lo sorregge.