Solofoggia.it

Quando si rinuncia all’esperienza

Ci sono delle gare che si perdono per netta inferiorità ed altre che vengono nettamemte regalate agli avversari. Succede così che, una gara che si avviava verso uno 0-0 che comunque non avrebbe aiutato la causa rossonera, venga regalata grazie ad un episodio diciamo sfortunato. Chiariamoci da subito: un allenatore ha il sacrosanto diritto si scegliere chi mandare in campo ma poi deve assumersi tutte le responsabilità di ciò che certe scelte determinano.
Quando la situazione è drammatica, quando si nuota annaspando al di sotto della linea di galleggiamento, bisogna affidarsi all’esperienza soprattutto nella scelta del portiere. In questa squadra Perucchini ha dato da subito tranquillità ai colleghi del reparto difensivo mentre, contro l’Altamura Borbei, ancor prima della papera del 76′ minuto, aveva mostrato qualche incertezza, facendosi trovare più di una volta fuori posizione (in una occasione, per recuperare, è anche scivolato lasciando campo agli avversari che non ne approfittano).
Se a questa scelta rivelatasi infelice, si aggiungono altri fattori come l’incapacità di finalizzare un grande ma sterile possesso palla e come la mancanza di alcun tipo di reazione, anche di pancia, nei 17 minuti seguenti il gol di Curcio, è allora la frittata è subito servita.
È notte fonda, la luce in fondo al tunnel è sempre più fioca, la squadra, nonostante un accettabile primo tempo, sembra ormai rassegnata al peggio.
Cosa bisogna ora aspettare? Le sentenze a tavolino, quelle che dovrebbero aiutare chi, sul campo, merita senza attenuanti l’ultimo posto? È mortificante ma ormai le sentenze rappresentano l’ultima flebile speranza.
Risparmiateci almeno le dichiarazioni stucchevoli e banali, affidatevi ad un salutare silenzio stampa.

(Ph. Alessandro Forcelli)