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Stroppa dagli altari alla polvere

di Mimmo Attini

Minuto 28’ del secondo tempo, entra Duhamel al posto di Nicastro e parte la contestazione nei confronti di Stroppa. Sono in moltissimi infatti, a non gradire il cambio. Perché tenere in campo uno spento Mazzeo e far entrare il francese al posto di chi, sino a quel momento, si era battuto con ardore.

Il mister dei satanelli spiegherà a fine partita che Nicastro aveva preso una botta ed è stato necessario sostituirlo ma quello che si legge nei vari social è una vera e propria contestazione nei confronti delle scelte.

Quali sarebbero le colpe di Stroppa? Per molti non sarebbe in grado di leggere le partite sia in fase di impostazione che nelle sostituzioni.

“Non sarebbe stato meglio aspettare l’Empoli in difesa e cercare di ripartire in contropiede …?”; “Non era meglio fare turnover, e far rifiatare i titolari per gare più importanti …?”; “Escludere Greco da inizio gara ha significato consegnare il centrocampo agli avversari”; “Martinelli a sinistra è stato un suicidio”.

Questi, a grandi linee, i commenti e i malumori di tanti tifosi rossoneri subito dopo la partita persa con la capolista.

Ad onor del vero, già dopo la trasferta di Parma, Stroppa era stato messo sul banco degli imputati, quando dopo 10 minuti del secondo tempo e col Foggia in vantaggio, aveva tolto una punta per mettere dentro il difensore Martinelli. Ma mentre in quell’occasione vi era comunque l’attenuante che il Foggia giocava in dieci per l’espulsione di Loiacono ed il Parma aveva fatto entrare il terzo attaccante Calaiò, questa volta non gli viene perdonato nulla: errore tattico, di formazione, nelle sostituzioni e nel turnover.

Ma se da una parte vi sono i detrattori, dall’altra vi sono coloro che hanno piena fiducia nelle sue scelte evidenziando la buona posizione in classifica. Questo campionato doveva essere quello della permanenza in serie B e Stroppa, nonostante le tantissime vicissitudini extracalcistiche, sta portando la squadra ad un traguardo impensabile dopo il girone di andata.

E non è corretto affermare che le vittorie sono merito esclusivo di Nember mentre le sconfitte hanno come unico responsabile l’allenatore.

Il popolo rossonero è un popolo maturo e lo ha dimostrato quando nel giorno di pasquetta oltre 12.000 tifosi hanno gremito gli spalti così come in trasferta a Parma , a Cesena o ad Ascoli ad incitare i propri beniamini nel modo più civile possibile.

Siamo in una situazione societaria molto particolare, abbiamo un commissario nominato da un tribunale, e siamo in una posizione di classifica che ci può far ben sperare per la salvezza. Ed allora perché rovinarsi con le proprie mani? Perché continuare in una contestazione continua verso chi ci sta comunque traghettando la squadra in acque sicure? Mancano solo sette punti per arrivare a quota 50; dovrebbe essere questo il vero obiettivo. Poi si vedrà.