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Foggia, il positivo e il negativo

di Mimmo Attini

Dopo l’importantissima vittoria del Foggia in casa del Taranto, cerchiamo di fare alcune considerazioni sugli aspetti, positivi e negativi, che si sono visti allo Iacovone.
Di buono c’è sicuramente la vittoria che mantiene inalterato il vantaggio del Bitonto a 5 punti dai rossoneri. In questa fase del campionato, perdere punti dalla capolista significherebbe quasi una resa nei confronti dei neroverdi che viaggiano a ritmi altissimi. Vincere a Taranto non era assolutamente scontato. Il derby presentava diverse insidie molte delle quali frutto di quella sciagurata partita in casa dei satanelli in cui si è assistito a situazioni poco piacevoli nel tunnel e negli spogliatoi dello Zaccheria. La vittoria dei ragazzi di mister Corda non era affatto scontata.
Di buono c’è stato anche un primo tempo giocato in modo magistrale dai giocatori del Foggia che, non solo si sono portati in vantaggio con El Ouazni, ma hanno dominato il centrocampo sfiorando il raddoppio in un paio di circostanze. A dire il vero, anche nei primi dieci minuti del secondo tempo, i satanelli hanno sprecato la più facile delle occasioni quando Campagna si è presentato solo davanti al portiere rossoblu, sparando addosso a Sposito.
Di positivo, inoltre, vi è da considerare che per l’ennesima volta il Foggia manda in gol un uomo diverso; una vera e propria cooperativa del gol a cui si aggiunge uno dei nuovi arrivati. El Ouazni in queste prime apparizioni è sembrato il centravanti tanto atteso dalla piazza rossonera.
Purtroppo, però, non sono mancate le noti dolenti. Non possiamo non sottolineare l’ennesima espulsione rimediata da uno dei giocatori di mister Corda. Il cartellino rosso rimediato da Di Masi è sembrato assolutamente evitabile se lo stesso giocatore non fosse caduto ingenuamente nella provocazione del collega tarantino. Bisogna assolutamente evitare di commettere errori del genere perché da quel momento abbiamo assistito a tutt’altra partita e solo un pizzico di fortuna ha evitato il pareggio degli ionici.
Il Foggia, in questo campionato, ha collezionato cartellini e squalifiche (tra giocatori e allenatori) senza precedenti nella sua storia centenaria. È evidente che qualcosa va rivisto. Bisogna evitare di cadere nelle provocazioni perché a farne le spese sono gli stessi satanelli. Il Foggia ha assolutamente bisogno di tutti i suoi uomini in questa fase di campionato, anche perché si ha la sensazione che nei nostri confronti, l’attenzione di arbitri e giudici sportivi, sia particolarmente pesante. Probabilmente stiamo pagando certi atteggiamenti fuori le righe che hanno coinvolto giocatori e allenatore.
Il campionato è ancora lungo e nelle prossime gare capiremo se effettivamente il Bitonto è la corazzata che sta dominando il girone. La squadra di bomber Patierno avrà una serie di partite ad alto rischio a cominciare dalla prossima col Cerignola. Gli Ofantini si giocano le ultime chances per poter ancora lottare per la vittoria finale se i bitontini dovessero crollare. Ridurre la corsa al vertice a solo due squadre non conviene nemmeno al Foggia perché siamo in una fase di campionato in cui tante squadre, che non hanno più necessità di classifica, non affronteranno il Bitonto con la stessa intensità agonistica con cui affrontare il Foggia e il suo blasone; basta vedere l’approccio del Gravina di domenica scorsa che ha disputato contro i neroverdi una partita con una intensità da partitella di allenamento.
Ovviamente i meriti del Bitonto sono evidenti: i 53 punti realizzati; il capocannoniere Patierno con i suoi 19 gol; il miglior attacco con 44 gol fatti e la miglior difesa con solo 8 subiti. I neroverdi sono una vera e propria corazzata e i numeri lo dimostrano.
Ma nonostante tutto questo, i rossoneri sono ancora lì, agganciati alla capolista a solo 5 punti di distacco. Se è vero che i bitontini stanno facendo un campionato strepitoso, è altrettanto vero che il Foggia ha qualcosa di unico rispetto ad ogni altro avversario: lo Zaccheria e i suoi tifosi. Il seguito che ha il Foggia non è minimamente paragonabile a quello delle altre squadre; da sempre i tifosi sono il dodicesimo uomo in campo.
Ed allora, in questa fase importantissima del campionato, bisogna essere tutti uniti e sostenere i ragazzi in questa lotta al primato.